A mio Figlio ed alle mie Figlie

Da genitori imperfetti ai propri figli

O Signore, rendici genitori[1] che possano mostrare ai propri figli[2]
come usare la forza per affrontare la debolezza;
a mostrare abbastanza coraggio per affrontare se stessi quando si ha paura;
ad essere orgogliosi ed inflessibili in un’onesta sconfitta, ed umili e gentili nel successo.
Rendici genitori che non sostituiscano i desideri ai fatti concreti, le parole alle azioni.[3]
Genitori che possano far conoscere Te ai propri figli
ed i quali sappiano che conoscere se stessi è la prima delle conoscenze.
Facci essere di esempio come coloro che non cercano agii e comodità,
ma che siano capaci di accogliere le sfide e di essere lo sprone per affrontare difficoltà e rischi.
Rendici capaci di insegnar loro a rimanere eretti nelle tempeste
ed ad aver pietà e compassione per coloro che falliscano;
Rendici in grado di mostrar loro un cuore limpido e con mete elevate;
e di saper dominare se stessi, prima di poter dominare gli altri;
genitori che insegneranno a ridere ma anche a non dimenticare mai come piangere;
coloro che mostreranno come raggiungere il futuro senza mai dimenticare il passato.
E quando avremo insegnato loro tutto questo, Ti prego, dà loro anche abbastanza senso dell’umore,
in modo che possano essere sempre serii, senza prendersi troppo sul serio.
Dà loro l’umiltà, così che possano sempre ricordare la semplicità insita nella vera grandezza;
l’apertura mentale della vera saggezza, la mitezza della vera forza.
Ed allora, noi, loro genitori, oseremo sussurrare:
non saremo vissuti invano.[4]

Il Vostro Papà.


[1] Nella versione originale in inglese (vedi sotto) del Generale MacArthur (Little Rock 1880–Washington 1964) l’inizio è “Make me a Son, O Lord …” (a volte si trova in rete anche con “Give me son” o “Build me son”), tradotto in italiano con “Dammi un figlio, o Signore …”, come si trova anche in rete (p.es.  su corsoazzurra.it intitolata “Preghiera di un Soldato per suo Figlio”. Sembra che il Generale MacArthur abbia spesso detto “make me a son”.

Sono però d’accordo con Thom S. Rainer che ha rifrasato la poesia con “Make me the father, O Lord” (vedi sotto) per evidenziare che nella sua preghiera non voleva porre pretese o fare richieste su come i suoi figli dovessero essere, ma molto più umilmente una preghiera per essere se stesso un buon padre. Nella mia traduzione però porto all’estremo il tutto parlando di “genitori” e non solo di “padre”, per rendere il poema più generale possibile.

[2] In italiano, formando il plurale di sostantivi, se questi sono misti, ovvero di forma maschile e femminile, si usa la forma plurale maschile.

Lo stesso Rainer nel suo poema rifrasato (vedi sotto) parla di più di un figlio (sono tre), mentre il Generale MacArthur parlava di un solo figlio.

Vedi anche Thomas S. Rainer & Art Rainer, What Father & Sons learn from each other, Nashville Tennessee, 2007, ISBN 978-0–8054-4391-2, pagina sconosciuta, visionato il 15.01.2021 alle 10:50 da https://books.google.de/books?id=Kv-4AwAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false, anche disponibile su https://churchanswers.com/blog/a_fathers_prayer/.

Per non appesantire il poema, ho evitato di scrivere “figlio e figlie” ed uso quindi anch’io “figli” intendendo il mio primogenito e le mie due figlie. In inglese usando children, così come in tedesco usando Kinder, si potrebbe evitare di evidenziarne il sesso (anche perché in tedesco, il singolare das Kind è comunque neutro).

[3] L’originale di MacArthur sarebbe stato tradotto con “Fammi un figlio la cui clavicola non sarà dove dovrebbe essere la sua spina dorsale”, ho preferito anche qui la versione del Rainer.

[4] “non sarò vissuto invano” o a volte citato come “non avrò vissuto invano” è un’espressione presa da una famosa poesia di Emily Dickinson (Amherst 1830–Amherst 1886) che recita: “If I can stop one Heart from breaking // I shall not live in Vain // If I can ease one Life the Aching // Or cool one Pain // Or help one fainting Robin // Unto his Nest again // I shall not live in Vain” (Se riuscissi a fermare un cuore dallo spezzarsi // non sarò vissuta invano // Se riuscissi a ridurre i malanni di un essere umano // o ad alleviarne il dolore // o ad aiutare un pettirosso caduto // a rimetterlo nel suo nido // non sarò vissuta invano).

[5] Ho cambiato l’originale del Rainer, che ha tre figli maschi, così come quella del MacArthur si riferiva al suo figlio maschio. Vedi anche la nota [2] qui sopra.

[6] Ho tralasciato la traduzione di questo ultimo verso, non facente parte dell’originale del Generale MacArthur, anche per non legare il poema ad alcuna religione.


A Father Prayer by General Douglas MacArthur (May 1952)

Make me a son, O Lord, who will be strong enough to know when he is weak, and brave enough to face himself when he is afraid;
one who will be proud and unbending in honest defeat, and humble and gentle in victory.
Make me a son whose wishbone will not be where his backbone should be;
a son who will know Thee and that to know himself is the foundation stone of knowledge.
Lead him I pray, not in the path of ease and comfort, but under the stress and spur of difficulties and challenge.
Here let him learn to stand up in the storm; here let him learn compassion for those who fail.
Make me a son whose heart will be clear, whose goal will be high; a son who will master himself before he seeks to master other men;
one who will learn to laugh, yet never forget how to weep; one who will reach into the future, yet never forget the past.
And after all these things are his, add, I pray, enough of a sense of humor, so that he may always be serious, yet never take himself too seriously.
Give him humility, so that he may always remember the simplicity of true greatness, the open mind of true wisdom, the meekness of true strength.
Then, I, his father, will dare to whisper, have not lived in vain.


A Prayer: From an Imperfect Father for His Three Priceless Sons, by Thom S. Rainer (February 2012)

Make me the father, O Lord, who will show my children[5] the strength to face weakness; the courage to face fear; the grace to accept honest defeat; and the humility and gentleness to accept victory.
Make me the father who will show my children not a path of ease and comfort, but the ability to accept the challenges of stress and difficulty.
Use me, I pray, to be the example of one who can stand up in the storm, and there learn compassion for those who fail.
Make me the father who will teach his children the value of a clear heart and a high goal; to look in the mirror of their own faults before they find fault in others; to learn to laugh, yet never forget how to cry; to reach into the future without ever forgetting the past.
Make me the father, O Lord, who will show my children enough of a sense of humor, so that they will always be serious, but never take themselves too seriously. Give them humility, so they will always remember the simplicity of true greatness, the open mind of true wisdom, the meekness of true strength.
And after all these things are theirs, add for me, I pray, the wisdom to show them the dubious value of titles, positions, money, and material gain; and the eternal value of prayer, the Holy Bible, a Christian home, and a saving relationship with Your Son Jesus Christ[6].
Then I, their father, will dare to whisper, “I have not lived in vain.”